lunedì 28 maggio 2012

Top ten handbags


Chanel 2.55 on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte


Advice: are you looking for the spanish version of this post? Look at there!

For the women a bag is a fetish. No matter what brand, what price, what shape or color, it's important to represent us, taking us faithfully day and night, to work, for everydays duties, for an important event.
When I was a young girl, I used to play hidden with the bags and shoes of my mummy. Who has not done!

She had some amazing pieces and now I have some of them. Over the years, I've bought many bags (not how I wanted but there is always a limit in the life) and in the meantime I made a list of what I would like to have (to be honest I already own some of them). These are not simple bags. These are creations that defy time and fashions, often related to famous people from whom are named. Quite an investment for life ... (or so we think to justify ourselves a bit when we are shopping :-).
Here's my list of 10 icon bags. It was not easy to choose them. The criteria I used for my selection is the story that these bags tell. Often curious, always glamorous. And if you can't buy them, after an enjoyable reading, you could be inspired to purchase a less noble piece but equally rewarding.
In order strictly reversed, the number 10 is the legendary Prada backpack. A backpack is not a traditional bag, but certainly one of the "old" production of the famous brand of Milan, today mainly choosen by the girls. Dates back to the '80s, when Prada started with her first collections of handbags sailcloth.

E' inutile, per noi donne la borsa è un feticcio irrinunciabile. Non importa di che marca, di che prezzo, di che foggia o colore, l'importante è che ci rappresenti e ci accompagni fedelmente di giorno e di sera, al lavoro, nelle commissioni di tutti i giorni, nelle occasioni importanti.

Quando ero piccola giocavo di nascosto con le borse e le scarpe della mamma. Chi non l'ha fatto! Ne aveva di bellissime e alcune oggi sono passate a me. Negli anni ne ho comprate tante (forse non tante quanto avrei voluto ma si sa, nella vita c'è sempre un limite) e nel mentre ho steso una lista immaginaria di quelle che vorrei possedere (ad essere onesti alcune le posseggo già). Non sono borse qualsiasi. Sono realizzazioni che sfidano il tempo e le mode spesso legate a personaggi famosi da cui hanno preso il nome. Quasi degli investimenti per la vita...(o almeno così piace pensare a noi donne per giustificarci un po' quando folleggiamo a fare shopping :-).
Ecco la mia lista delle 10 borse icona. Non è stato facile sceglierle. Il criterio che mi ha guidato nella selezione è stato la storia che queste borse raccontano. Spesso curiosa, sempre affascinante. E se fossero impossibili da comprare, dopo una piacevole lettura, potranno essere d'ispirazione per un acquisto meno blasonato ma altrettanto appagante.

In ordine rigorosamente inverso, al 10 posto troviamo il mitico zainetto di Prada. E' forse la borsa meno borsa, ma sicuramente una delle più "anziane" della produzione del famoso marchio milanese, anche se a sceglierla oggi sono soprattutto le "teen". Risale ormai agli anni '80, quando Prada inaugurò le prime collezioni di borse in tela vela.

Prada backpack on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte

In 9° place I put the D Bag by Tod's, that Lady Diana wears in the nineties making immediately an icon. Redesigned in 2009 to accommodate the new taste, after all it remains true to the elegant style of the original model. A timeless forever.
Al 9°posto inserisco la D Bag di Tod's, che lady Diana scelse di indossare negli anni Novanta facendone immediatamente un'icona. Rivisitata nel 2009 per assecondare il nuovo gusto, resta tutto sommato fedele allo stile sobrio ed elegante del modello originale. Un evergreen intramontabile.

D Bag Tod's on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte

I place in the 8°position Gucci Jeckie O', in the new version of Frida Giannini. The Jeckie O '(O stands for the initial Onassis, the surname of second husband Jeckie Kennedy) was designed in the 50s but since Jacqueline Kennedy Onassis chooses and wears it more and more frequently, the bag becomes the most popular bag among the celebrities. It's a synonymous for elegance as the one who wears it. The review made ​​by the designers of the Florentine house has added a few details: the tassels, the shoulder strap, zipper and visible stitching, wisely renewing an immortal icon. 
All'8° posto colloco la Jeckie O' di Gucci, rivisitata nella nuova versione di Frida Giannini. La Jeckie O' (O sta per l'iniziale di Onassis, il cognome del secondo marito di Jeckie Kennedy) venne disegnata negli anni '50 ma da quanto Jacqueline Kennedy Onassis la sceglie e la indossa sempre più frequentemente, diventa la borsa più amata dalle star dell'epoca. E' sinonimo di eleganza come colei che la indossa. La rivisitazione compiuta dalla designer della casa fiorentina ha aggiunto qualche dettaglio: le nappine, la tracolla, la cerniera e le cuciture con le impunture a vista, rinnovando con sapienza un'icona immortale.

Jeckie o' Gucci on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte
Seventh place is reserved for Dix Motorcycle Balenciaga. Soft lambskin leather, with studs, stitching and zip out, has the strong character of the bag in true biker style, to which the fringes are inspired. Produced in countless colors, different every year, I find that the pink version in contrast to the style of grunge bag is a good choice.
Il settimo posto è riservato alla Dix Motorcycle di Balenciaga. In pelle morbidissima d'agnello, con borchie, cuciture e zip in evidenza, ha il carattere forte della borsa in vero style biker, a cui per altro le caratteristiche frange si ispirano. Prodotta in un'infinità di colori, ogni anno diversi, trovo che la versione rosa in contrasto con l'aspetto grunge della borsa sia una scelta azzeccata.

Balenciaga Dix Motorcycle on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte
The sixth position is occupied by the YSL Muse Two, one of the cult bags of the Parisian fashion house. Made of a single color or two-tone version, it has a clean form and casual look, while maintaining allure of extreme elegance in all versions, even sportswear. Relatively young but already to collect!
Il sesto posto è occupato dalla Muse Two di YSL, una delle borse cult della maison parigina. Realizzata in versione monocolore o bicolor, ha forma pulita e aspetto pratico, pur mantenendo un'allure di estrema eleganza in tutte le versioni, anche quelle più sportive. Giovane ma già da collezionare!

YSL Muse Two on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte

The fifth position is reserved for the legendary Fendi Baguette. A timeless classic and always renewed from year to year with new models, patterns and colors. So far they have created over 600 models. It marks an important moment in the history of Italian design, even when the bags had not always a name and fashion was not running at breakneck season after season.
La quinta posizione è riservata alla mitica Baguette di Fendi. Un classico intramontabile e sempre rinnovato di anno in anno con nuovi modelli, fantasie e colori. Ad oggi ne sono stati creati oltre 600. Segna un momento importante della storia del design italiano, quando ancora le borse non avevano sempre un nome e la moda non correva a rotta di collo stagione dopo stagione.

Fendi Baguette on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte

In fourth place we have the legendary Louis Vuitton Speedy. More than a bag it is a myth, that dress the arm of women around the world for almost 100 years (the first version dates back to 1925). Born by chance, initially in version canvas, since1932 it is produced in Monogram canvass, until Marc Jacobs started the first transformations. The form is always the same, but it changes the design of the material. After him other famous designers have worked, called each year to redesign the most famous bag of fashion house. A symbol of luxury and elegance that resists tp fashions and manners
In quarta posizione abbiamo la mitica Speedy di Louis Vuitton. Più che una borsa un mito, che "veste" il braccio delle donne di tutto il mondo da quasi 100 anni (la prima versione risale al 1925). Nata per caso, inizialmente in versione tela, nel 1932 viene prodotta in canvass Monogram, fino a quando Marc Jacobs non inizia le prime trasformazioni. La forma è sempre quella, ma cambia il disegno del tessuto. Dopo di lui si sono cimentati altri famosi designer, chiamati di anno in anno a reinterpretare la borsa più famosa della maison francese. Simbolo di lusso ed elganza da sempre, resiste inossidabile a mode e modi.

Louis Vuitton Speedy on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte

At the third step of our imaginary podium, we find the Lady Dior handbag, an icon dedicated to Diana, symbol of elegance and refinement. Born in 1995 by a request of Lady Chirac, who wished to honor the Princess of Wales', who was visiting Paris, it's clean and square, refined by the charms with written DIOR, one for each letter. Every year, the Maison repeats it in different variants, always greatly appreciated.
Sul terzo gradino del nostro podio immaginario troviamo la Lady Dior, borsa icona della Maison Dior, ancora una volta dedicata a Lady Diana, simbolo di eleganza e raffinatezza. Nata nel 1995 su richiesta di Lady Chirac che desiderava fare un omaggio alla Principessa del Galles in visita a Parigi, presenta una linea pulita e squadrata, ingentilita dagli charms con la scritta DIOR, uno per ogni lettera. Ogni anno la Maison la ripropone in diverse varianti sempre molto apprezzate.

Lady Dior on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte

And now we come to the last two positions, for which it was extremely difficult to decide who gets the podium. My preference has been the mother of all handbags and then, in second place, I put the Hermès Birkin (tied with the Hermès Kelly), whereas the Birkin a sort of evolution of the traditional Kelly. Both handbags have a perfect designed, and are full of history, produced by one of the oldest fashion houses in the world. Both are named after the character for which was created or to which they were associated. Kelly, born in 1935, inspired by the saddle bags, becames famous when it was chosen by the Princess of Monaco to hide the pregnancy; Birkin was designed to be a roomy and comfortable handbag for the weekend of the actress, who wanted a womanly and practical handbag. Probably these are the most expensive and desired by women handbags and who wants to get a piece must be on the waiting list patiently.
E ora arriviamo alle ultime due posizioni, per le quali è stato estremamente difficile decidere a chi assegnare il podio. La mia preferenza è andata alla madre di tutte le borse e quindi, al secondo posto, colloco la Birkin di Hermès (a parimerito con la Kelly sempre di Hermès), considerando la Birkin una sorta di evoluzione della più tradizionale Kelly. Entrambe hanno un design impeccabile e sono cariche di storia, fosse solo perchè prodotte da una delle case di moda più antiche al mondo. Entrambe prendono il nome dal personaggio per cui furono create o a cui furono associate. La Kelly, nata già nel 1935 prendendo spunto dalle borse da sella, divenne famosa quando venne scelta dalla principessa di Monaco per nascondere la gravidanza; la Birkin fu disegnata per essere una borsa capiente e comoda per i weekend dell'attrice, che desiderava una borsa femminile ma al tempo stesso pratica. Sono forse fra le borse in assoluto più costose e desiderate dalle donne, che per possederne un esemplare devono mettersi pazientemente in lista d'attesa.

Hermes Kelly on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte


Hermes Birkin on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte

At first place finally we find the icon of every times, Chanel 2.55, named from February of 1955, date of the last version of the handbag. Mademoiselle loved the ease and simplicity in everything, so she called her creations briefly with the numbers (for example, the legend tells that the perfume Chanel No. 5 is so named after the fifth bottle she tried to identify the right essence). The original handbag was slightly different from today, revisited by Karl Lagerfeld in the late '90s. It had the double C logo on the closure and chain shoulder strap interwoven with leather. But the look was very similar: in soft quilted leather with a chain for getting the hands free, not too big but large enough to be practical but elegance, suitable to accompany the new style that Mademoiselle designed.
The charm of 2.55 is not only the exclusivity of the handbag but I believe it's relevance as a symbol of women's revolution before the time. Coco Chanel, with her creations, wanted to simplify the lives of women, who liberated from the corset, from the Belle Epoque frivolities, to accompany them elegantly towards enhancement of themselves and their role in society. In 1926, midway between the two wars, she gave the woman the "petite robe noir"(the famous little black dress) when the length of the dress to the knee and the black color associated with widowhood shocked the world right-thinking: immediately it becames a symbol of elegance and refinement . Only with this background we can understand the birth of 2.55 handbag, which Mademoiselle worked for 25 years before reaching the final result. I can say a first place well deserved !
Al primo posto, icona incontrastata di tutti i tempi, troviamo finalmente la Chanel 2.55, così chiamata per indicare il febbraio del 1955, data in cui nacque la versione definitiva della borsa. Mademoiselle adorava la semplicità e l'essenzialità in tutto, così chiamava le sue creazioni sinteticamente con i numeri (narra per esempio la leggenda che il profumo Chanel n°5 prenda il nome dalla quinta boccetta che provò prima di individuare la giusta essenza). La borsa originaria era leggermente diversa da quella odierna, rivisitata da Karl Lagerfeld sul finire degli anni '90. Non aveva il logo a doppia C sulla chiusura e non intrecciava alla catena la tracolla in pelle. Ma nella sostanza era molto simile: in morbida pelle matelassè, con una catena che lasciava libere le mani, non troppo grande ma abbastanza capiente per essere una borsa pratica ma di grande eleganza, adatta per accompagnarsi al nuovo stile che Mademoiselle proponeva.

Il fascino della 2.55 non sta infatti solo nell'esclusività della borsa quanto a mio avviso nel valore che riveste come simbolo di una rivoluzione femminile ante litteram. Coco Chanel, con le sue creazioni, voleva semplificare la vita delle donne, che liberò dal corsetto, dalle frivolezze Belle Epoque, per accompagnarle con eleganza verso una valorizzazione di se stesse e del proprio ruolo nella società. Nel 1926 regalò alla donna la petite robe noir (il famoso tubino nero), a cavallo fra le due guerre, quando la lunghezza dell'abito al ginocchio e il colore nero associato alla vedovanza scandalizzarono il mondo benpensante: divenne immediatamente simbolo di eleganza e raffinatezza. Solo con queste premesse si capisce la genesi della 2.55, alla quale Mademoiselle lavorò per 25 anni prima di arrivare al risultato definitivo. Direi un primo posto più che meritato!

Chanel 2.55 on Design and fashion recipes by Cristina Dal Monte




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